Il borgo di Vitoio
“Viturium” (da “Vitus” cerchione della ruota), di origine quasi
certamente romana, come ci racconta lo storico M.L. Pegna,
risulta fra i più antichi del comune di Camporgiano, le prime
notizie risalgono al 793, quando alla morte del Vescovo di
Lucca, Walprando, grazie ad un atto testamentario, i suoi beni
locati in “Vitojo” vennero ceduti al suo successore, Vescovo
Giovanni, mentre in un successivo documento (795), il benestante
Totone, fondò in “Vitojo”un piccolo oratorio intitolato ai Santi
Maria e Pietro che dopo il Mille, verrà sostituito, da una
piccola chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta e sottoposta al
Pievere di S.Pietro di Piazza al Serchio.
Nel X secolo, la
“Villa” di Vitoio, appartenne al feudo dei Gherardinghi, grazie
ad un atto di allivellamento, concesso dal Vescovo di Lucca
Teudigrimo (983 – 987), in favore di Gottifredo, figlio di
Rodilando dei Gherardinghi, anche se in un altro atto del 995,
il Vescovo Gherardo (dovrebbe essere Gherardo II, 991 – 1003)
concesse le Decime, ai fratelli Alberico e Wiginildo figli del
Corvarese Fraolmo, ma questa Signoria, forse si insediò solo per
un breve periodo, visto che M.L. Pegna, in “Castelli, rocche e
terre murate della Garfagnana”, al momento della conquista
lucchese della Garfagnana del XIII secolo, attribuisce
indirettamente il piccolo feudo di Vitoio, ancora ai
Gherardinghi che sul finire del XII secolo, lo troveremo citato
come “Villa Viturij”, all’interno del Registro Vaticano di
Cencio Camerino, prima della sua nomina a Papa (Papa Onorio III
1216 ).
Una volta
sottomesso alla giurisdizione lucchese, “Victorio” (Vitoio),
venne inserito nella Vicaria lucchese di Camporgiano, con la
morte di Castruccio Castracane a Lucca, per il paese di Vitoio,
iniziò un periodo travagliato, Spinetta Malaspina, con l’aiuto
pisano, riuscì a riprendersi le sue vecchie Terre, grazie ai
suoi intrighi e soprattutto all’intervento dell’Imperatore
Arrigo VII, nel conseguente Diploma emanato da Arrigo, il borgo
verrà rammentato come “Victosius”, con la discesa in Italia di
Carlo IV di Boemia, 1369, i lucchesi per alcuni decenni
rientreranno in possesso delle Terre di Garfagnana, ma al
momento della caduta a Lucca, della Signoria di Paolo Guinigi
(1430), Vitoio precipitò nuovamente nel caos politico di quel
periodo, dove lucchesi, pisani e fiorentini, cercarono
nuovamente di spartirsi la Garfagnana, ma a questo punto, molti
borghi garfagnini, decisero di sottomettersi agli estensi che
opportunamente, accettarono l’offerta, inviando immediatamente
le loro truppe a difesa dei nuovi castelli, Vitoio, non aderì
subito a questa iniziativa politica, ma insieme ad altre 9
Terre, ritardarono l’adesione fino al 1451, per amministrare
queste Terre, il Duca Borso d’Este, il 24 luglio, istituì la
Vicaria delle Terre Nuove e Vitoio, si separerà da Camporgiano
(eccetto alcuni brevi periodi, come quello napoleonico) fino
all’Unità d’Italia.
Altre foto:
Vitoio
N°1
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N°1
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Vicolo
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